venerdì 31 agosto 2012

il grembo di ogni suono

Non tutto ciò che è acusticamente irrilevante è degno di essere chiamato silenzio. 
Può esser chiamato silenzio ciò che rinuncia consapevolmente ad ogni forma di suono, ma la forma più alta di silenzio è quello che non lo contempla, quello che c'era prima di ogni vibrazione sonora... non esiste, è una proiezione, ma quello è il grembo di ogni suono, e da lì vengono le musiche, quando meritano questo nome.

l'e' mei gnint


le tipiche nebbie di luglio... inducono riflessioni ondivaghe... ieri sera Tunein voleva venire a sentirmi suonare, ormai s'e' convinto che io suoni la fisarmonica... bella sta cosa, anche se non potrei mai competere con le svirgolate di Settimio che tirava su tutte le donne piu' belle... 
stamattina Tunein non lo fanno uscire... voglio fondare un movimento di liberazione di Tunein dalla sua badan
te, che, come dice lui, la cmanda tot lia!... 
l'altro giorno m'ha detto che le fa vangare l'orto, ma la n'e bona da ande' dret, perche' la fa al robi per dispet... te che sei giovane ricordati che le robe non si fanno per dispetto, se le devi fare per dispetto l"e' mei gnint... e mi fiul, che sgrazid, e fa tot per dispet... ha tirato su un muro te garag, po' l'ha cumpred na macchina piu' grossa e un gnela la fa pio' a metla dreint...
enca te t'e la machina troppa grosa!... voialtri non capite che agni stem pio' te mond... quant'e che muoio m'insteccheranno in un muro che a sarem in dusent... te dov'e che cegl'hai i tuoi morti?... io gli ho detto che sono tutti qua in giro, e vanno dove vogliono... lui ha risposto:... eh se'... sto pera ad pali!... du vut chi vaga...

Tunèin: il "cambiamento"


devo scrivere una cosa sul "cambiamento"...
parto da una delle perle di Tunein: "... e mond l'e cambied... quant ca s'era giovni un de' e durerà na stmena... " 
forse a quei tempi era usuale fermarsi nelle infinite pieghe della giornata in cui il tempo si ferma, e ci si fermava con lui ad ascoltare il mondo nelle piccole cose. Tutti sappiamo che la vita e' continuo divenire, ma pochi sanno ascolt
are i cambiamenti, si preferisce dire che si va a mille e non c'e piu' tempo. Un mio vicino di casa, famoso per l'uso disinibito della sintassi, dice sempre che " ... io non ho mai tempo... se avrei tempo allora si' che facevo..."
A me piace la velocita', ma coltivo la presunzione di saper ascoltare anche in corsa... la mia forma di disobbedienza civile e' insegnare ai ragazzi ad ascoltare la propria natura ed interfacciarla col mondo... suonare quello che sei, giocare con i tuoi aneliti e con i tuoi tendini... riuscire a stare sempre un passo indietro ed uno avanti sul flusso della vita reale, nel jazz questo si chiama "backward"... 
se stai li' immobile sul tuo passo non ti accorgi dei cambiamenti, e dici che non cambia mai niente, oppure che il mondo e' impazzito e non ci sono piu' le belle cose di una volta... Pirandello ai suoi tempi parlava di "impazziti tempi odierni"... Tomasi di Lampedusa diceva che tutto deve cambiare perche' tutto possa rimanere uguale...
gli anziani capiscono le cose perche' sono arrivati in quel tratto di strada dove il presente e' un'inerzia che nutri con l'affresco dei ricordi trasfigurati, in bilico con un futuro che non ti riguarda piu' direttamente, e' roba dei giovani... 
conosco poche persone giovani e sagge come Tunein... lui ascolta anche quando dorme, e i suoi pensieri volano dove gli pare in una placida corsa sfrenata

shake up your mind


una volta il liutaio argentino Carlos Michelutti, che mi stava costruendo una bellissima chitarra, disse che mi avrebbe chiamato di tanto in tanto nel corso della opera, perche' cosi' la "bimba" si sarebbe abituata a me mentre prendeva forma e vita... poi mi chiese che cosa avrei voluto raffigurasse nell'icona in madreperla al centro della paletta... io dissi "un piccione", perche' un amico d'infa
nzia sosteneva inorridito che il suono della chitarra hollowbody jazz somiglia al canto di un piccione... il liutaio si entusiasmo al punto da andare a Venezia e fotografare un piccione in primo piano, poi pero' lo realizzo' a modo suo... il risultato fu un volatile dall'aspetto al tempo stesso dimesso e regale...
Carlos, come le tante meravigliose persone con le quali ho avuto il privilegio di confondere il passo nella mia vita, ha un cervello liquido, una di quelle menti capaci di ridefinirsi durante l'andare e il tornare da ogni cosa... 
a tutti coloro che si rigenerano ogni giorno e mi porgono il fianco della loro arte dedico una perla di mio cugino:
"... se vado in un posto e' per trovare li' motivo che mi portera' in un altro posto mai visto, anche se questo fosse casa...'
buongiorno
shake up your mind

cose invisibili


amo le cose che non lasciano traccia apparente, le cose invisibili... una voce da dentro mentre ti addormenti... un'idea improvvisa, che poi perderai... un muovere le dita in aria suonando una frase invisibile... un sorriso che non hai ricevuto, e che adesso, ad occhi chiusi, ti arriva... 
il correre di un lembo di vento che s'infrange pigro sul tuo viso... ed e' tuo, solo tuo.
Sai che sono cose i
nvisibili, e per questo continuerai a vederle, sempre diverse.
Sto aspettando che arrivi mia figlia, con la luce del suo mondo e dei suoi anni accesi... la vedo arrivare, mentre aspetto, ed e' come quando la cerco, invisibile, dentro di me... un viso che e' tutti i visi che ha avuto crescendo, quelli che le si affacciano quando la sua anima si fa parola... quelli che giocano a svelarsi e nascondersi... quelli invisibili al mondo, ma non a me.

gocce


Le parole cadono dal pensiero come gocce, a volte si dispongono in una fila ordinata e brillano come perle... succede quando il pensiero affiora lieve in una luce soffusa dove ci sei tu che parli col mondo, e lui ti risponde...
a volte formano un piccolo lago in cui si fondono l'una all'altra... succede quando il pensiero esce fuori come uno sbuffo che forse avresti voluto contenere, per pensarlo ancora un pò...
altre volte invece schizzano via distanti, e si schiacciano. Alcune rimbalzano in aria e scompaiono in piccole nuvole di vapore...
capita quando il pensiero è una cometa di fuoco con la coda di ghiaccio... e dentro non ti rimane più niente

light as a feather


parlare di cose futili...
è difficile farlo seriamente senza intaccare la loro effimera natura votata ad evitare i grumi di senso, la loro capacità di planare fino a pochi centimetri senza mai toccare coi talloni... difficile non cedere alla gravità che trascina giù fino ai massimi sistemi...
l'arte del cazzeggio va coltivata sin dagli anni verdi, allora diventa cosa seria...
ricordo quando andava
mo al cinema e speravamo che l'operatore, come spesso accadeva, si addormentasse... perchè quando si svegliava di soprassalto, aggredito dal senso di colpa, resettava il quadro, il fuoco e l'audio; così anche l'ennesima rilettura del "Tulipano nero" diventava avanguardia e sperimentazione. Poi, in preda al panico, dichiarava la fine del primo tempo con un cartello tremolante.
E noi lì a cazzeggiare su quanto lui fosse sprecato in quel ruolo, e su come si potesse fare per mandarlo a Parigi, o ad Holywood, dove sicuramente avrebbe potuto dire la sua...

Buongiorno
life is light as a feather...

virgole del pensiero

tra le virgole del pensiero si insinuano i ricordi, e ti chiedi dove hai dimenticato quel pennello che usavi per far fiorire le cose... ti chiedi da quale porta lasciata aperta sia corso via quel vento che cambiava posto alle cose senza nasconderle... ma poi il gioco si rinnova, e vivi i ricordi di domani

colorado

Sono andato al bar a mangiare un panino, e di là dalla strada, sulla solita panchina in totale solitudine c'era Tunein che dormiva il vuoto del tempo. Mi sono seduto.
- Ah... t'zi turned da la Svèzra?... Cum cus fa ad andè a sunè acsè da lòng?... Va là va là... piò t've luntèn e piò in capès un caz!... t'è da truvè un post drì ma chè e sunè sempre i lè... t'ciap i sòld e t've vi s'al doni... 
mio nipote alà tè Colorado l'ha spusè una che dàp du an la è dventa... c'me tè... qvadrèda... il vomo se ingrassa ci viene l'infarto... sa ste chèld... al doni nà, ma luìlti ci vengono le vene gonfie nelle gambe... la mi mòi la era sèca c'me un bastoun, ma ui stèva bèn tòt ma dòs...

calanchi


Isaac and Gwenda sono di NY, e' la prima volta che vengono a San Marino, e la prima cosa che gli hanno detto e' che questa e' la piu' antica repubblica del mondo... da bravi americani mi hanno chiesto se in caso d'attacco ci difendiamo con le balestre, e se l'Italia e' nostra alleata... Io gli ho risposto che abbiamo anche dei cannoni a salve che ti svegliano al mattino nelle feste nazionali, e non
 temiamo nessuno perche' siamo da secoli sotto la protezione del Duca Federico D'Urbino, di Garibaldi, di Napoleone in persona nonche' del nostro beneamato concittadino Little Tony... eravamo simpatici anche a Ronald Reagan e alla CIA, poi Ceaucescu e Ratzinger... una botte di ferro, insomma.
Pero' nel caso di un intervento di liberazione non sarebbe facile per i marines risalire il Marecchia senza farsi notare, e a Rimini bisognerebbe sbarcare tra uno spettacolo e l'altro del delfinarium, poi dov'e' che vai a parcheggiare i mezzi anfibi?... per non parlare del divieto di balneazione.
All'aeroclub di Torraccia ci hanno gia' atterrato sia il papa che gli alieni, ma per i Tomcats sarebbe dura non finire nei calanchi...

assurda, maledetta, arroganza...


assurda, maledetta, arroganza...
se deve esserci qualcuno che decide voglio graffiargli il volto... 
ma so che tu, dai prati verdi dell'oblio, ti farai pioggia di carezze per il tuo fiore, e io lo terro' per mano, daro' voce alla sua musica perche' possa arrivarti sempre, la' dove sei... sara' per me un atto d'amore per voi, ed uno sfregio di vendetta all'oltraggio di chi disegna le sorti che mozzano il capo a cio' che c'e' di piu' bello... 
ma ora e' il tempo dello sdegno, e della rabbia che non conosce ragioni. Ora e' tempo di urlare... quando saranno nuove primavere io daro' a lui tutto quel poco che so, e lui suonera' la tua voce nella sua, per sempre

verrò avanti

verro' avanti con passo deciso, niente avro' da offrirti
niente che stia a terra
e non galleggi in aria
che non sia musica
e canto di parole
che cercano casa
in te

tema interminabile


ho sognato che stavo suonando un tema interminabile, di quelli al cui confronto quelli di Mahler sembrano stringati e frettolosi... andavo avanti, c'erano lunghe arcate melodiche, strettoie, crescendo di dinamica... bisognava arrivare alla fine e non ci si poteva neanche fermare all'autogrill, qualche amico mosso a pieta' di tanto in tanto mi dava su un po' di vodka... c'erano donne bellissime, ma
 io non potevo guardarle, perche' se salti un ritornello poi ti ritrovi tra i meandri del porto di Genova... fortunatamente, io che non ho un gran orecchio, sono dotato di olfatto assoluto: mi e' bastato uno sniffo per capire che quell'oliva all'ascolana che mi avevano infilato in bocca era fuori tonalita'... masticavo e sognavo il traguardo... ma proprio sulla cadenza della coda finale sono stato superato da un coreano che sembrava fresco come una rosa, ed era li' intonso senza aver ceduto a nessuna tentazione. Ho tagliato comunque il traguardo, ho il senso della missione, io... ma proprio mentre stavo riacquistando l'uso delle mani e delle gambe il compositore in persona mi appare davanti e mi dice che sono stato squalificato per molestie interpretative alla sua opera e per aver macchiato di vodka la partitura, la cui stampa, ovviamente, costa una fortuna.
La vita e' sempre cosi'

Chicago


Il grande soffio del vento che dal lago viene a smarrirsi tra i grattacieli e mulina continuamente aria in faccia alla gente, che non se ne cura. Se te ne accorgi non sei di qui e mai lo sarai. 
Vai a casa, e il vortice continua i tuoi pensieri in un loop. 
Dormi quel volo d'aria, e al risveglio è lì fuori che t'aspetta. 
E' diventato musica.

"Chicago" (R. Monti 81)

desiderio

Desiderio è ciò che non dipende da te
ma è radicato in te
è quell'acqua ferma che all'improvviso si scuote dal profondo
un filo sottile che si tende ma non si spezza
una nave che sembra star ferma, ma si allontana dal porto.
Desiderio è prendere velocità a poco a poco su un piano inclinato...
Se desideri sei vivo

i bala e i sta zet


Si fa di tutto per stare a galla e mettere la testa fuori dalle cose già! sentite e gia' dette... a me invece piace andare sotto e immergermi per cogliere gli infiniti modi diversi in cui le si dice.
Il mio amico Tunein ha il suo modo per affrontare gli affollatissimi luoghi comuni, un mare di sarcasmo dal quale frequentemente emergono piccole isole di candore e saggezza... " quand t'zi vec al rob
i t'li capes... ma tun zi' pio' bon da gnint, e in ti sta da sinti'... l'e na' bela fregadura!... mo' l'e li stes... 
la mi' surela la ha spused ma oun che u s'e giughed a cherti anche' ma lia, e ades l'e nde' sa quei d'la bebbia, quei ch'i dis che e mond e fnes... 
va la' va la' che e' mond un fnes, a fnem nun ma lu e va venti... 
sota la tera ui'e' e fug, e quel un ha paura ad gnint... 
la zenta la n'ha pio' voia d'lavure'... i'e' tot c'me te' che tan fe' un caz tot e de', e po' la sera t've a sune' la fisarmonica: za za za za... 
mo' t'fe ben a fei bale' ma la zenta... e' menc i bala e i sta zet... cl'e mei

devo scrivere una canzone

Devo scrivere una canzone
che stia li' a guardarmi
quando io guardo te.

Devo scriverla adesso
che e' gia' tardi,
o troppo presto.

Devo chiudere la tua mano
nella mia penna

e scivolarti piano la pelle.

Devo scrivere e nascondere
perche' tu venga a frugare,
devo ferirmi le dita
perche' tu possa sentire.

Devo scrivere musica
che sia il vero da un sogno,
usare parole morbide e vive,
sospese a mezz'aria
tra il canto e l'ingegno...

Voglio scrivere una canzone
che sia una frase sola,
una parola alla volta
che si alza, e vola

vederti passare

verrò a vederti passare
per le dune dei tuoi giorni
e mi sporgerò sulle tue albe

verrò a vederti passare
sarà per caso
o per ostinata passione

verrò a vederti passare
sarà per gioco, o devozione

saranno ore fuggite, e passi rubati

verrò a vederti passare
non saprai che ci sono
ma ricorderai il mio nome

in prestito da altri posti


amo farmi trovare sempre come fossi li" in prestito da altri posti... amo non essere mai completamente preparato, tenere viva la parte che reagisce d'impulso, quella che libera forze che non sai d'avere... la vita spesso e' un mare che si ritrae e mostra i suoi fondali nudi, tu puoi guardarla brillare al sole o camminarci sopra, andare verso l'onda che verra'... la sfida e' quando in un attimo ti
ritrovi l'acqua al petto... quel brivido che puo' toglierti il fiato o farti respirare cosi' in profondita' da vedere i colori vividi di quei fondali...
amo essere inadempiente e sfidare il buon senso comune... suonare col vento e la pioggia negli occhi, farmi sorprendere dalla musica che viene incontro... 
amo guardarti quando l'onda dello stupore mi allaga e ti rimbalza addosso in gocce che accendono i tuoi capelli in colori mai visti, quelli che non sceglieresti mai per la tua tinta, quelli che pero' hai dentro...

plettro di ebano


mi hanno regalato un bellissimo plettro di ebano lavorato a mano... a guardarlo puoi immaginare tutta la cura messa nell'intarsio, tutte le aspettative riposte. Se guardi bene, ad occhi socchiusi, cosi' come mio padre diceva si dovesse fare con i dipinti, ci puoi vedere come avrebbe potuto essere la tua vita se ne avessi avuto cura fin nei dettagli. 
Mi hanno regalato un plettro di ebano lavorato a mano... lo metterò' vicino a quello di vetro brunito che mi regalo' Franco Cerri... 
io non ne sono degno, ma ho il coraggio di dire che suono meglio con quelli di plastica.
Mi ostino a non riconoscere in default la dignita' dei materiali pregiati... cosi' come ogni tipo di autorita' e blasone...

mettere ordine


Ogni mio tentativo di mettere ordine si risolve nel predisporre un disordine diverso da quello che c'era... l'ordine rivela le cose quando le cerchi anche dopo tanto tempo, il disordine le cela, e te le svela all'improvviso quando non le cerchi più. Così mi è rimbalzato in mano un vecchio taccuino, è incredibile come nelle parole entri così tanto l'eco sordo degli stralci di vita passata. 
Non ci 
sono date, ma brandelli di racconti, versi di canzoni, la descrizione di una ragazza che ne esce piuttosto bene, soprattutto quando scrivo della sua "esile indifferenza" e del suo "accento che non riesco a ricondurre a niente che non sia il colore dei suoi occhi". 
Poi c'è una delle lettere che scrivevo a mio padre, convinto che la mia voce scritta potesse essere più convincente. Mai che ne fosse arrivata una ai suoi occhi, le lettere arrivano solo se le scrivi con una forza ciocca e ordinata, posata sulla carta come per delegare a lei la parola. Nelle ultime pagine, macchiate di vino, c'è un elenco di cose da fare con urgenza... una di queste, l'ultima della lista è "mettere un po' d'ordine".

scarseggiano

Da piccolo ricordo che il giorno del mio compleanno uscivo sulla piazzetta a Dogana e tutto mi sembrava un po' diverso... il barbiere e il vigile li vedevo più piccoli, meno alti, meno adulti... pensavo che di lì a poco avrei anche potuto guidare i pullman dei turisti tedeschi... mia mamma mi vestiva bene, mi metteva pure il farfallino con l'elastico... quest'ultima cosa però era l'unica che mi in
duceva a desiderare che il compleanno passasse in fretta. Anche quest'anno è andata liscia, nessuno mi ha regalato cravatte o papillons, poi ho ricevuto gli auguri da tutti voi, e nessuno s'è accorto che non ho ancora preso la patente per il pullman dei turisti, che tra l'altro scarseggiano...

uno al bar


uno al bar ha detto che lui ha trovato un modo infallibile per essere felice... cerca in ogni modo di stare bene con se' stesso e prende le distanze da tutto... molto saggio e originale... pero' che palle... magari quel "se' stesso" vorrebbe stare anche un po' in mezzo alla gente a cazzeggiare, poi se uno dovesse sentirsi male trovarsi sempre a distanza da tutto non e' che aiuti...
io "me stesso" 
lo porterei a Las Vegas e lo spennerei a poker, tanto i soldi rimarrebbero in famiglia, poi mi troverei una tipa che sta bene con "se' stessa" e chissa' quante belle combinazioni escono fuori...
meglio rifuggire le situazioni stagnanti, dove "te stesso" magari ti tiene il muso perche' non gli piace come ti sei tagliato i capelli e s'e' rotto il cazzo della tua chitarra...
buongiorno
if you love yourself set him free

personcina avveduta


Non puoi suonare stando sempre al riparo, battendo solo sentieri comodi e conosciuti a memoria... l'insidia allena i tempi di reazione, l'errore alimenta la capacita' di coltivare la bellezza anche in pianticelle mutanti...
mio cugino s'e risolto a correre rischi, ma dal momento che e' una personcina avveduta, i rischi invece di correrli li cammina, o li balla... in certi caso li affronta da fermo... una volta addirittura ha corso un grosso rischio dormendo, e s'e comunque svegliato vincente...
buongiorno
whisper words of wisdom... chase your brand new day

code

code in autostrada e panini all'autogrill... tripudio di carboidrati... mi servira' un carboidraulico, se ne trovo uno che non e' in ferie e in coda da qualche parte...